CORONAVIRUS | Cosa sta succedendo al mondo dell’animazione?

Da quando è iniziata l’emergenza per Coronavirus in tutto il mondo si sono susseguite misure sempre più stringenti legate ai tentativi di limitare il più possibile i contagi e la vicinanza tra persone. Per questo motivo, nella maggior parte dei paesi, i luoghi dove di norma ci sono affollamenti di persone sono chiusi o fortemente limitati (come cinema, teatri e locali in generale), ma anche uffici, aziende e altri luoghi di lavoro si stanno attrezzando per il cosiddetto smart working e home office.

Ecco dunque che, con le sale chiuse, stanno saltando moltissimi film di prossima uscita: attualmente al cinema negli Stati Uniti e nei cinema di alcuni mercati internazionali c’è Onward, sicuramente il titolo uscito nel momento più sfortunato e che si tramuterà nel peggior incasso di sempre della Pixar. Al momento negli Stati Uniti i sindaci di Los Angeles e New York hanno ordinato la chiusura dei cinema da alcuni giorni, diversi Stati hanno dichiarato l’emergenza sanitaria e tutto lascia supporre che nelle prossime settimane la situazione si aggraverà ulteriormente. Per ora, mentre in Italia è rimandato a data da destinarsi l’uscita di Onward, la Disney ha cancellato le uscite di diversi film che erano previsti in arrivo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi: il lancio internazionale di Mulan, Black Widow e Onward (per quei paesi in cui non è ancora stato distribuito) sono tutti rimandati non si sa a quando, mentre proprio oggi Dwayne Johnson ha lasciato intendere che nemmeno l’uscita di Jungle Cruise, prevista a luglio, è certa. Per far fronte alla situazione, e dato il crescente numero di zone che stanno attuando la quarantena o comunque limitazioni della popolazione a rimanere a casa, la Disney ha anche deciso di rilasciare anticipatamente Frozen 2 e Star Wars: L’ascesa di Skywalker sulla piattaforma Disney+.

Diversa strategia quella adottata da Universal: il film Trolls è attualmente ancora previsto in uscita il 10 aprile. Tuttavia, ad oggi, è impossibile prevedere se per quella data i cinema saranno o meno tornati operativi e per questo motivo la major ha deciso di procedere con il rilascio simultaneo del film su canali di streaming, SVOD e sulle maggiori piattaforme di noleggio, oltre che (se sarà possibile) nei cinema fisici. Una scelta senza dubbio storica, dettata dalle necessità del momento straordinario che stiamo vivendo ma che sicuramente segna un passo ulteriore verso il consumo di film “in solitaria” a discapito della sala cinematografica. Il film sarà disponibile a noleggio in digitale per la durata di 48 ore al costo di 19,99 $. Ancora non si sa quale strategia verrà adottata per l’Italia, dove il film era previsto in uscita nelle sale il 2 aprile.

Come saprete, da lunedì tutti i parchi Disney del mondo sono chiusi: dopo le prime chiusure di Hong Kong e Shangai in Cina e di Tokyo Disney Resort in Giappone è stata una decisione della sede centrale in America a predisporre la chiusura anche dei parchi americani ed europei. Se i parchi in Cina sembra che stiano tornando ad una lenta operatività, con la riapertura di alcuni ristoranti nelle aree Disneytown a Shangai e il Lake Recreation Centre di Hong Kong, il parco giapponese, che in un primo momento doveva riaprire ad inizio marzo, resterà chiuso almeno fino ad inizio aprile. I parchi americani ed europei sono invece chiusi fino almeno a fine marzo e sono altresì sospese tutte le crociere Disney nel mondo almeno fino al 12 aprile. Resta invece aperto, almeno per ora, il resort Disney Aulani alle Hawaii.

Uno scatto di Tokyo Disneyland completamente deserto

Non solo i parchi Disney chiudono. Sono infatti chiusi gli Universal Studios di Orlando e Los Angeles in America e quello di Osaka in Giappone, mentre rimane operativo il parco Universal Studios Singapore (con numerose limitazioni per gli ospiti). Resta chiuso almeno fino al 28 aprile il Museo dello Studio Ghibli a Tokyo, così come il Walt Disney Family Museum di San Francisco.

L’ingresso degli Universa Studios di Orlando nel primo giorno di chiusura per Coronavirus

In questa situazione di emergenza le maggiori aziende e i più grandi Studios d’animazione stanno incentivando il lavoro da casa: i dipendenti di Nickelodeon Animation, tramite l’azienda Viacom, hanno attuato una serie di test venerdì 13 marzo per studiare le possibilità di lavoro remoto secondo quanto riportato da Cartoon Brew. Netflix ha chiuso il suo ufficio principale a Los Angeles il 12 marzo, dopo i timori riguardo un dipendente che potrebbe aver contratto il virus secondo quanto afferma il Los Angeles Times. Il documento riporta che a tutti i dipendenti di Los Angeles è stato raccomandato di lavorare da casa almeno fino al 23 marzo.

Un rappresentante della Walt Disney Company ha confermato, sempre a Cartoon Brew, che ai dipendenti Disney che ne sono in grado è richiesto di lavorare da casa, compresi quelli di The Walt Disney Studios, Walt Disney Television, ESPN, Direct-to-Consumer. Gli artisti della Pixar che non sono in produzione lavorano da casa, ma questo non è possibile per alcuni artisti che lavorano in produzione.

I Dreamworks Animation Studios, ad oggi, non ha ancora ufficializzato uno stop obbligatorio del lavoro in ufficio, ma incoraggia fortemente coloro che possono a lavorare da casa.

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