RECE – Ralph Spacca Internet

Dopo sei anni di attesa è finalmente giunto nei cinema di tutto il mondo Ralph Spacca Internet, sequel del 52° Classico Disney Ralph Spaccatutto.

Inutile dire quanto questo film fosse atteso, anche dal sottoscritto, non solo a causa del fatto che il precedente capitolo delle avventure di Ralph e Vanellope avesse conquistato i cuori di molti spettatori. L’attesa si è creata anche (e soprattutto) per capire come sarebbe stata questa nuova strada intrapresa dal dipartimento animato dei Walt Disney Animation Studios che, sotto la vigile guida di Lasseter, negli ultimi 10 anni hanno riacquisito padronanza di sé incassando sempre maggiori consensi sia di pubblico che di critica, oltre che facendo fruttare miliardi alla Company. Dopo anni di film originali e storie sempre diverse (alternando le fiabe classiche musicali a trame più moderne – seppur con matrici alla base che palesavano ormai le stesse formule narrative), con Ralph Spacca Internet si inaugura non solo la fine dell’era Lasseter ma l’inizio della produzione di sequel dei classici Disney dell’ultima decade, cosa che in rarissime occasioni era stata fatta finora.

Quindi qual è l’esito di questa operazione? Sono riusciti gli autori e gli artisti che lavorano sotto il magico cappello dell’apprendista stregone a creare un Classico Disney degno di questa etichetta?

La risposta, molto semplice, è no.

Arriva un momento nella vita di un appassionato di cinema in cui vanno tolti i paraocchi e che, per quanto possa essere faticoso o doloroso, vanno riconosciuti certi limiti nei film che guardiamo. Quel momento arriva anche per un fan sfegatato della Disney, che per la Disney ha deciso di studiare cinema all’università e che della Disney comprerebbe ogni cianfrusaglia. Quel momento sembra essere giunto, il momento di un lento declino artistico che già da anni aveva cominciato a manifestarsi in più di un segno ma che solo ora si sta davvero concretizzando.

Faccio un passo indietro. Ralph Spaccatutto, nel 2012, aveva segnato una piccola svolta nel movimentato mondo degli appassionati di cinema d’animazione Disney: per la prima volta in un Classico si ritrovavano temi e contesti più caratteristici di un film dei Pixar Animation Studios piuttosto che dei Walt Disney Animation Studios (tra l’altro, nell’anno in cui la Pixar portava al cinema il suo film più disneyano, ovvero Ribelle – The Brave): in Ralph si scoprivano personaggi di vecchi videogiochi proprio come in Toy Story ritroviamo vecchi giocattoli, la principessa Vanellope in realtà è un maschiaccio che veste con felpa e guida le automobili da corsa, c’è una minuziosa ricostruzione dei vari mondi proprio come avviene in ogni film Pixar. Tutto questo (che già di per sé è un valore del film per il suo aver rotto i rigidi binari dei Walt Disney Animation Studios) fa in realtà soltanto da sfondo ad una storia con un messaggio decisamente profondo, empatico, una storia che ha per protagonista un antieroe che distrugge tutto ciò che ha, compresi i rapporti, finché non accetta sé stesso per ciò che è.

Ecco, sebbene Ralph Spaccatutto non fosse obiettivamente un capolavoro, come non lo sono stati tutti i film animati degli ultimi dieci anni realizzati dai Walt Disney Animation Studios, aveva comunque anima, cuore, aveva quel qualcosa che noi amanti-fissati-ossessivi-compulsivi della Topolino &Co. definiamo “la magia Disney”.

Tutto questo in Ralph 2 è andato completamente perduto. Innanzitutto i protagonisti che abbiamo lasciato nel primo episodio qui ci risultano quasi del tutto estranei rispetto a come li ricordavamo. Se da un lato Ralph è privo di carisma, sempre alla ricerca dell’approvazione di qualcuno o in attesa che altri gli impartiscano indicazioni, ben diverso quindi dallo Spaccatutto compulsivo che per raggiungere i suoi obiettivi si metteva in gioco senza pensare troppo alle conseguenze, è Vanellope ad aver subito la mutazione maggiore, diventando in questo sequel un’egoista ingiustificabile, quasi viziata.

Ad andare a segno in questo film sono le gag. Su tutte spiccano inevitabilmente le principesse Disney, genialmente coinvolte in un paio di momenti che risultano essere quelli decisamente più divertenti. Ben riuscita anche la creazione del mondo di internet, dei suoi meccanismi, come sono stati utilizzati i marchi, i loghi, le piattaforme social più famose. Ma tutto questo, dopo la sorpresa iniziale, lascia ben poco all’appetito di un affamato appassionato di cinema d’animazione e l’impressione su questo film è che tra pochi anni sembrerà già obsoleto.

Perché davvero, la trama, in questo Ralph Spacca Internet, sembra non esserci proprio. E questo, oltre che a lasciarmi con un leggero rammarico al ricordo delle strepitose storie intramontabili che la Disney è riuscita a raccontare nei suoi decenni, personalmente mi spaventa anche un po’: quello che più ho provato assaporando questo film è stato un fortissimo sapore insipido e stantio. Non mi era mai capitato di annoiarmi al cinema con un classico Disney dai tempi di Bolt e Mucche alla riscossa.

Anche il pregevole tentativo di inserire un importantissimo messaggio sull’uso dei social network e sul dilagante fenomeno degli haters alla fine lascia ben poco (in questo caso è molto più riuscita la sottile critica sulla dipendenza dei social mossa nel film Gli Incredibili 2).

In definitiva, Ralph Spaccatutto sarebbe stato un simpatico film non da buttare se fosse arrivato da un qualsiasi altro Studios d’animazione, ma dalla Disney è lecito esigere di più, molto di più. E se questo è ciò che dobbiamo attenderci dai prossimi anni di sequel degli ultimi Classici, sinceramente, non sono molto entusiasta. Ma spero sempre di sbagliarmi e di essere piacevolmente sorpreso.

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2 commenti su “RECE – Ralph Spacca Internet

    • animate il said:

      Grazie per il tuo commento!
      Dalla Disney mi aspetto sempre qualcosa in più, invece questa volta sono uscito dalla sala per nulla soddisfatto.

      Ps: che bello il tuo blog!

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