La leggenda del serpente bianco

Per la regia di Taiji Yabushita, nel 1958 esce in Giappone il film Hakujaden, titolo originario de La leggenda del serpente bianco, primo lungometraggio d’animazione giapponese a colori1.

Il film determinò l’inizio di una fiorente collaborazione tra Yabushita e la Toei2 e fu in tutti i sensi il capostipite dello stile anime tutt’ora in circolazione, nonché fonte di ispirazione per autori del calibro di Hayao Miyazaki (che comincerà la sua carriera di regista proprio alla Toei)3.

Trama

Il film si apre con la voce narrante di Xu Xian, un giovane ragazzo che decide di acquistare al mercato un esemplare di serpente bianco. Tra Xu e il serpente nasce fin da subito un legame molto forte, tuttavia gli adulti del villaggio convincono Xu che il serpente è malvagio e così il giovane, a malincuore, lo abbandona.

Il serpente in realtà ha dei poteri magici e una notte nel pieno di una tempesta si trasforma in Bai Niang, una giovane e avvenente ragazza. Dopo aver utilizzato i propri poteri per trasformare un pesciolino in una ancella che verrà chiamata Shao Qing, le due si mettono sulle tracce di Xu Xian.

Nel frattempo sono passati anni, il giovane Xu è cresciuto con la compagnia di due panda ma un giorno sente una melodia e inseguendola trova Bai Niang. I due si incontrano e si innamorano ma ancora una volta i sentimenti dei giovani si scontrano con il volere dei vecchi saggi, in particolare Fa Hai, un monaco a caccia di spiriti malvagi che si impone fortemente tra i due.

A causa di un malinteso Xu viene condannato a lasciare il villaggio e, per una serie di vicissitudini, perisce nel tentare di ricongiungersi alla sua amata. Ma la storia non finisce qui…

Realizzazione

Il film esce nel 1958 ma la sua lavorazione comincia già nel 1956. In quegli anni infatti Hiroshi Ōkawa, presidente della Toei Company, decide di fondare la Toei Animation e chiama a raccolta i pochi animatori giapponesi rimasti attivi nel dopoguerra.

Questi sono gli anni in cui cominciano ad arrivare in Giappone i primi lungometraggi animati di Walt Disney, infatti Biancaneve e i sette nani esce per la prima volta in Giappone nel 1950, Pinocchio nel 1952, Dumbo nel 19544. Questi sono tutti film che, nonostante il forte ritardo di distribuzione sul territorio giapponese dovuto chiaramente alla guerra, arrivano con alle spalle un’enorme popolarità internazionale e ottengono fin da subito grandissimo successo.

La neonata Toei Animation decide così di puntare alla realizzazione di lungometraggi animati che si ispirino a quelli di Walt Disney e l’esordio avviene proprio nel 1958 con il film La leggenda del serpente bianco. Questo film, tra l’altro, è il primo lungometraggio d’animazione giapponese interamente realizzato a colori, quindi in forte ritardo se si pensa che Biancaneve della Disney (primo lungometraggio animato a colori al mondo) è del 1937 o la Rosa di Bagdad (primo lungometraggio animato a colori realizzato in Italia) è uscito nel 1949.

Per recuperare il gap, Hiroshi Ōkawa punta a realizzare un film animato all’anno e la Toei sviluppa un vero e proprio processo creativo, una narrazione peculiare e rispolvera il vecchio stile artistico dell’animazione giapponese. Questo film, per certi versi, diventa un simbolo di come il cinema d’animazione orientale si lasci contaminare da quello moderno e occidentale, gettando le basi per le evoluzioni stilistiche che avrebbero determinato i tratti caratteristici degli artisti giapponesi che tutt’ora persistono nei film orientali.


1. https://it.wikipedia.org/wiki/La_leggenda_del_serpente_bianco

2. Maria Roberta Novielli, Animerama: Storia del cinema d’animazione, Venezia, Marsilio, 2015

3. Stephen Cavalier, Storia mondiale del cinema d’animazione, Bologna, Atlante, 2011, p. 176

4. https://it.wikipedia.org/wiki/Biancaneve_e_i_sette_nani_(film_1937)#Principali_redistribuzioni

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